Barche in legno, il ‘nuovo’ passato

“ L’architettura parla il linguaggio della forma pura, non del decoro “

Alessandro Vismara 

Amante del mare e delle costruzioni in legno , l’architetto navale Alessandro Vismara, in una intervista rilasciata al circolo velico di Marciana marina , ci parla di come la nautica stia riscoprendo il legno. Naturale, bello e duraturo nel tempo, grazie alla tecnologia diviene un ottimo materiale per le imbarcazioni anche più competitive

Fin da quando, nel 1984, è stata varata la sua prima barca, l’architetto Vismara ha privilegiato la progettazione di imbarcazioni con linee innovative e realizzate con materiali leggeri, approdando velocemente al carbonio per costruire scafi, alberi, elementi strutturali. Dopo una lunga esperienza progettuale anche nelle barche da competizione, Alessandro Vismara oggi sostiene che, grazie alla tecnologia, è possibile realizzare barche anche molto evolute e veloci utilizzando materiali naturali 

L’architetto, con ormai 40 anni di storia alle spalle di progettazione e costruzione di yachts avveniristici in fibra di carbonio , ci ha gentilmente rilasciato un’intervista a proposito dell’utilizzo del legno come materiale per la costruzione di barche .per un nuovo futuro …

Nell’era del carbonio, del grafene, perché scegliere una barca di legno?

AV – In questo momento è importante il concetto di sostenibilità, un passo oltre al semplice “green” più banalmente di moda. Sostenibile è un concetto ampio che coinvolge la progettazione – con software evoluti -, la realizzazione, con materiali naturali ma lavorati con macchinari a controllo numerico, preparati con resine epoxy a base vegetale ricavate dalle biomasse e rinforzati con fibre di lino ad altissima resistenza; ma che tocca anche l’utilizzo finale, con poca energia sia per la propulsione che diventa così elettrica, che per la gestione di bordo, e pochissima manutenzione, dato che il legno così trattato è virtualmente immortale. Un processo a tutto tondo fatto di industria 4, progettazione, processi costruttivi e tecnologie, che fa a meno di stampi che devono poi essere smaltiti, che produce pochi scarti facilmente eliminabili o riutilizzabili. Si otterranno barche che fanno a meno di contro soffitti e pannelli, ….più pulite, più leggere e più belle.

Lei pensa che la bellezza sia un valore in sé?

AV – Mi riferisco a un senso generale di qualità del lavoro, con l’obiettivo di creare oggetti non usa e getta ma con un valore intrinseco, utilizzando materiali puliti, di qualità e non dozzinali, che diano soddisfazione a chi li lavora. Con il legno si possono produrre oggetti belli in sé, che non hanno bisogno di rifiniture o mascheramenti: strutture e rinforzi possono così restare a vista. Da sempre mi ripeto che l’architettura parla il linguaggio della forma pura e non del decoro, spero di averlo anche messo in pratica. 

Però il concetto di tempo – e le tempistiche – cambiano molto con il legno

AV – Il tempo cambia il risultato: non solo le cose fatte bene richiedono tempo, soprattutto il legno richiede una lavorazione lineare e non seriale, con processi di costruzione “ pezzo dopo pezzo “ e non in contemporanea , quindi non comprimibili. 

Quindi come si ottiene una barca innovativa con un materiale “antico” come il legno?

AV – Non bisogna fare l’errore di utilizzare le vecchie tecniche pensando di ottenere risultati innovativi. Credo che siamo in un momento fondamentale della nostra industria: materiali belli, naturali ma all’avanguardia, software di progettazione predittivi con modellatori solidi , frese e taglio laser nella lavorazione , che concorrono per un risultato oggi possibile a patto di averne la visione d’insieme . Davvero un mondo nuovo, e non così lontano dalle performance delle imbarcazioni di carbonio.

Anche per le nuove generazioni?

AV – Certo, anche se oggi tornare a lavorare il legno non significa usare pialle e seghe, anche se elettriche. Bisogna invece ripensare l’uso del legno con una diversa ottica: non più i legni tradizionali “ in massello “ , ma i legni incollati lamellari da usare come se fossero fibre sintetiche . E scegliere le essenze in funzione delle loro caratteristiche di resistenza 

La sintesi è abbastanza semplice : le nuove tecnologie di taglio e la nuova impostazione progettuale consentono di tornare ad usare materiali naturali per realizzare prodotti addirittura piu belli e performanti di quelli attuali fatti in fibra di vetro o plastiche rinforzate . 

L’impatto ambientale e la pulizia del lavoro ne sono inoltre avvantaggiati dato che non necessitano investimenti e stampi e , lasciando “ a vista “ la bellezza del materiale naturale stesso, il lavoro dell’uomo torna ad essere il valore dei prodotti che dureranno nel tempo.

Alessandro Vismara

Architetto navale specializzato in Idrodinamica applicata e Performance Prediction al Southampton College of Higher Education, ha fondato la sua azienda nel 1984. Ha sempre creduto nella ricerca e nella tecnologia come strumenti per esprimere la sua filosofia di design, mirando alla leggerezza e alle prestazioni tanto per i cruiser-racer quanto per i cruiser di lusso. L’approccio scientifico alla progettazione ha prodotto imbarcazioni innovative e con soluzioni tecnologiche non fine a se stesse, ma mirate alla sicurezza in mare e al comfort.

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